Obiettivo Specifico: 2. Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo Nazionale: ON 2 – Integrazione – lettera i-ter Interventi di integrazione socio lavorativa per prevenire e contrastare il caporalato – Autorità Delegata – Caporalato

 

Radix – Alle radici del problema è il progetto per il contrasto al caporalato che vede Kairos capofila di un partenariato impegnato in azioni di empowerment ed orientamento

 

Progetto Radix

Radix ha l’obiettivo di offrire alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno del caporalato, lo sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi. Tale obiettivo è perseguito attraverso l’attivazione di reti territoriali ibride, che facilitano la connessione e la riorganizzazione di conoscenze nel mondo dell’agricoltura e dei servizi alla persona (pubblici e non profit) per l’inclusione attiva dei beneficiari.

Al fine di favorire l’emersione del fenomeno il progetto attiva campagne di sensibilizzazione delle comunità locali e crea una rete di Sportelli in Agro Pontino e a Roma, per interventi di engagement e orientamento dei beneficiari. Tali Sportelli operano in rete con il TAI, un Team di Accompagnamento all’Inclusione, che facilita l’accesso ai servizi alla persona e del lavoro e coordina la progettazione, partecipata dalle imprese, di interventi integrati per il potenziamento delle competenze e l’inserimento in agricoltura per diversi target di beneficiari (età, genere, appartenenza culturale, risorse, motivazioni), utilizzando la specializzazione professionale come antidoto allo sfruttamento e alla stagionalizzazione.

L’attivazione di gruppi di studio di esperti e una ricerca-quali quantitativa partecipata sono volti a favorire l’interazione di diversi punti di vista sul fenomeno e degli strumenti per contrastarlo, con l’obiettivo di costruire Linee Guida utili alla progettazione per l’inclusione attiva in agricoltura sociale.

 

Obiettivi del progetto Radix

Nonostante l’impegno diffuso di enti politici, sindacati e aziende, che ha preceduto l’intervento normativo, il territorio della Regione Lazio rimane un punto di riferimento per lo sfruttamento lavorativo dei migranti. Da tempo si è pensato di contrastare il fenomeno attraverso progetti e interventi che hanno prodotto effetti temporanei positivi ma con il limite di un approccio settoriale, subordinato alla specificità del Programma di finanziamento.

I partner del progetto che rappresentano l’area sociale, il lavoro agricolo e il sistema territorio, condividono l’intento di ricercare soluzioni operative integrate e l’obiettivo di offrire alternative sostenibili e concrete al lavoro irregolare, per coniugare il rispetto dei diritti civili e della dignità sul lavoro con la necessità delle imprese di affrontare la competitività del mercato e la ricerca di professionalità innovative.

L’allargamento del partenariato al privato sociale e alle diverse aree geografiche che presentano connessioni con l’Agro Pontino, insieme all’integrazione sistemica tra social engagement e inclusione attiva, definisce lo scenario per un coordinamento con il progetto FAMI “Capacity Building”, finanziato dal Ministero dell’Interno con capofila il CNOAS.

 

Attività per il contrasto al caporalato

Per riuscire a offrire alternative occupazionali sostenibili e contrastare efficacemente lo sfruttamento in agricoltura, il progetto individua una serie di azioni per il raggiungimento di obiettivi intermedi:

  • introduce un sistema omogeneo di intercettazione della domanda dei migranti, offrendo alla rete degli sportelli di assistenza e orientamento un metodo di engagement che riduce il ricorso a forme di mediazione illegale;
  • trasforma l’immagine stereotipata della connessione tra immigrazione e lavoro sommerso con una comunicazione che valorizzi il contributo del lavoratore straniero al processo di sviluppo del territorio, anche attraverso la creazione di nuove imprese agricole di qualità;
  • unifica le procedure di accompagnamento del migrante, partendo dal percorso di empowerment, per trasformare le vulnerabilità in forza lavoro integrata con il sistema locale;
  • facilita l’accesso ai servizi di welfare civile con modalità multidimensionale, valorizzando le competenze degli operatori sociali inseriti nei sistemi di presa in carico e di inclusione, per ridurre i livelli di fragilità del lavoratore agricolo;
  • favorisce la specializzazione dei migranti con la pratica di work-experience e attraverso processi di empowerment per stimolare la crescita delle competenze dei lavoratori agricoli e rispondere alla ricerca di maggiori livelli di innovazione da parte delle imprese, con il conseguente effetto di ridurre l’offerta di lavoro a basso profilo che incentiva la stagionalizzazione dei cicli produttivi

 


Radix – Alle radici del problema è un progetto che offre alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno del caporalato, lo sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi. È finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 e vede all’opera un partenariato composto da Kairos Cooperativa Sociale, nel ruolo di capofila, AGCI AGRITAL, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Associazione Centro Astalli, Comune di Sabaudia, Confagricoltura, Confraternita delle Stimmate di Cisterna, CIR – Consiglio Italiano Rifugiati, CNOAS – Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, ENAPRA – Ente nazionale per la ricerca e la formazione in agricoltura, Fattoria Solidale del Circeo, Progetto Diritti.

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