Obiettivo Specifico: 2. Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo Nazionale: ON 2 – Integrazione – lettera i-ter Interventi di integrazione socio lavorativa per prevenire e contrastare il caporalato – Autorità Delegata – Caporalato

 

Radix – Alle radici del problema è il progetto per il contrasto al caporalato che vede Kairos capofila di un partenariato impegnato in azioni di empowerment ed orientamento

 

Progetto Radix
PROG-2917 | CUP: I89G21000010007

Radix ha l’obiettivo di offrire alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno del caporalato, lo sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi. Tale obiettivo è perseguito attraverso l’attivazione di reti territoriali ibride, che facilitano la connessione e la riorganizzazione di conoscenze nel mondo dell’agricoltura e dei servizi alla persona (pubblici e non profit) per l’inclusione attiva dei beneficiari.

Al fine di favorire l’emersione del fenomeno il progetto attiva campagne di sensibilizzazione delle comunità locali e crea una rete di Sportelli in Agro Pontino e a Roma, per interventi di engagement e orientamento dei beneficiari. Tali Sportelli operano in rete con il TAI, un Team di Accompagnamento all’Inclusione, che facilita l’accesso ai servizi alla persona e del lavoro e coordina la progettazione, partecipata dalle imprese, di interventi integrati per il potenziamento delle competenze e l’inserimento in agricoltura per diversi target di beneficiari (età, genere, appartenenza culturale, risorse, motivazioni), utilizzando la specializzazione professionale come antidoto allo sfruttamento e alla stagionalizzazione.

L’attivazione di gruppi di studio di esperti e una ricerca-quali quantitativa partecipata sono volti a favorire l’interazione di diversi punti di vista sul fenomeno e degli strumenti per contrastarlo, con l’obiettivo di costruire Linee Guida utili alla progettazione per l’inclusione attiva in agricoltura sociale.

 

Obiettivi del progetto Radix

Nonostante l’impegno diffuso di enti politici, sindacati e aziende, che ha preceduto l’intervento normativo, il territorio della Regione Lazio rimane un punto di riferimento per lo sfruttamento lavorativo dei migranti. Da tempo si è pensato di contrastare il fenomeno attraverso progetti e interventi che hanno prodotto effetti temporanei positivi ma con il limite di un approccio settoriale, subordinato alla specificità del Programma di finanziamento.

I partner del progetto che rappresentano l’area sociale, il lavoro agricolo e il sistema territorio, condividono l’intento di ricercare soluzioni operative integrate e l’obiettivo di offrire alternative sostenibili e concrete al lavoro irregolare, per coniugare il rispetto dei diritti civili e della dignità sul lavoro con la necessità delle imprese di affrontare la competitività del mercato e la ricerca di professionalità innovative.

L’allargamento del partenariato al privato sociale e alle diverse aree geografiche che presentano connessioni con l’Agro Pontino, insieme all’integrazione sistemica tra social engagement e inclusione attiva, definisce lo scenario per un coordinamento con il progetto FAMI “Capacity Building”, finanziato dal Ministero dell’Interno con capofila il CNOAS.

 

Attività per il contrasto al caporalato

Per riuscire a offrire alternative occupazionali sostenibili e contrastare efficacemente lo sfruttamento in agricoltura, il progetto individua una serie di azioni per il raggiungimento di obiettivi intermedi:

  • introduce un sistema omogeneo di intercettazione della domanda dei migranti, offrendo alla rete degli sportelli di assistenza e orientamento un metodo di engagement che riduce il ricorso a forme di mediazione illegale;
  • trasforma l’immagine stereotipata della connessione tra immigrazione e lavoro sommerso con una comunicazione che valorizzi il contributo del lavoratore straniero al processo di sviluppo del territorio, anche attraverso la creazione di nuove imprese agricole di qualità;
  • unifica le procedure di accompagnamento del migrante, partendo dal percorso di empowerment, per trasformare le vulnerabilità in forza lavoro integrata con il sistema locale;
  • facilita l’accesso ai servizi di welfare civile con modalità multidimensionale, valorizzando le competenze degli operatori sociali inseriti nei sistemi di presa in carico e di inclusione, per ridurre i livelli di fragilità del lavoratore agricolo;
  • favorisce la specializzazione dei migranti con la pratica di work-experience e attraverso processi di empowerment per stimolare la crescita delle competenze dei lavoratori agricoli e rispondere alla ricerca di maggiori livelli di innovazione da parte delle imprese, con il conseguente effetto di ridurre l’offerta di lavoro a basso profilo che incentiva la stagionalizzazione dei cicli produttivi

 

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Radix – Alle radici del problema è un progetto che offre alternative sostenibili al lavoro irregolare, contrastando il fenomeno del caporalato, lo sfruttamento in agricoltura di cittadini di paesi terzi. È finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 e vede all’opera un partenariato composto da Kairos Cooperativa Sociale, nel ruolo di capofila, AGCI AGRITAL, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Associazione Centro Astalli, Comune di Sabaudia, Confagricoltura, Confraternita delle Stimmate di Cisterna, CIR – Consiglio Italiano Rifugiati, CNOAS – Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, ENAPRA – Ente nazionale per la ricerca e la formazione in agricoltura, Fattoria Solidale del Circeo, Progetto Diritti.
PROG-2917 | CUP: I89G21000010007

Avviso di ricerca personale (concluso)

Avviso di ricerca personale 28 Aprile 2022