“Il peso di una zucca”. L’esperienza dell’educatore

Il racconto di Matteo, educatore di Kairos impegnato nei progetti di agricoltura sociale, dà un “peso” al lavoro dei ragazzi che ha seguito

Durante la prima delle Giornate di Agricoltura Sociale, un educatore di Kairos, Andrea, passa la zucca ad un ragazzo al suo primo giorno in azienda
Durante la prima delle Giornate di Agricoltura Sociale, un educatore di Kairos, Andrea, passa la zucca ad un ragazzo al suo primo giorno in azienda

Vi ricordate quando vi abbiamo chiesto quale potrebbe essere il peso della zucca che Matteo, educatore sociale di Kairos, ci ha passato durante la passeggiata a La Nuova Arca? Quel giorno stavamo presentando l’agricoltura sociale ad un nuovo gruppo di ragazzi di Roma, quando la videocamera sul berretto di Asia ha ripreso la scena in soggettiva.

Dopo aver ospitato le sensazioni che l’agricoltura sociale ha suscitato in un’operatrice che ci ha presentato uno dei suoi ragazzi, questa volta vi proponiamo l’esperienza del pedagogista.Ora vi diciamo qual è il peso di una zucca. È lo stesso Matteo, con questo racconto, a spiegarci il senso di quel momento. Matteo ha seguito e visto crescere un gruppo di ragazzi nella passata edizione del progetto Nuovi Campi Aperti. E dalla loro esperienza, ricordando quello che hanno seminato e quello che hanno raccolto, riesce a farci capire qual è il peso di una zucca che nasce dall’agricoltura sociale.

Il peso di una zucca

«Quanto pesa questa zucca?».

La domanda lascia tutti un po’ perplessi.

La zucca passa di mano in mano, facendo il giro tra le varie pesate.

«Secondo me sono 130g.»

Potrebbe.

Chissà se qualcuno ricorda quanto pesava l’anno scorso quella zucca. O meglio, quanto pesava per i ragazzi. Chissà se quella zucca sia nata da uno dei semi che hanno raccolto, pulito e piantato.

Ma se provassimo a cambiare unità di misura?

Quanto pesa questa zucca in base al Tempo?

Per B. sarebbe stata un’eternità! La sua faccia imbronciata e i suoi sbuffi continui per quella polpa che non si staccava dai semi parlava chiaro. Come il suo sorriso e la sua soddisfazione nell’esserci riuscita.

In base alla Cura?

Ce lo potrebbe raccontare D. che dopo aver raccolto la sua prima zucca, facendo centro con un tiro da tre punti nella cassetta, non ha esultato. Non ha cercato di dire nulla per giustificarsi, non ha provato nemmeno a rimediare con una battuta delle sue. Ma da quel momento ha fatto in modo che nessun’altra zucca venisse trattata come un pallone che arrivato a terra si disintegra in mille pezzi.

E in base alla Fiducia?

Bisognerebbe chiederlo ad A. che su di sé non avrebbe mai scommesso, che per paura di sbagliare non se la sentiva di piantare quei semi, cercava in tutti i modi di farlo fare ad altri, «se li pianto male non crescerà nulla! Lo volete capire?!» ripeteva preoccupata. Per poi sentirsi dire di aver fatto un ottimo lavoro. Per poi vedere di averlo fatto davvero.

Il peso di quella zucca non è solo coccia, polpa e semi, ma è Tempo, Cura e Fiducia in una mattinata passata insieme a sperimentarsi in qualcosa che fuori dall’orto assume altre forme. Perché la quotidianità di questi ragazzi dice che non bisogna perdere tempo, che ad aver cura degli altri ci si rimette, e che non bisogna mai fidarsi di nessuno.

Insomma: «Quanto pesa questa zucca?»


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