Invitati per la campagna Abbiamo Riso per una Cosa Seria, abbiamo raccontato su TV2000 come la terra possa integrare nuovi cittadini e non creare nuovi schiavi

Integrare si può e si può fare bene. Come si può coltivare bene la terra. Rispettando l’ambiente e senza sovraprodurre. Si può coltivare una terra che rende cittadini e non schiavi. Perché “la terra non ti chiede da dove vieni, ti chiede solo di accompagnarla”.

 

L’Agricoltura Sociale è una risposta ad alcune delle paure di questa epoca. Con il progetto Campi Ri-Aperti, e con le persone e le organizzazioni che lo realizzano insieme a noi, lo stiamo dimostrando. Lo dimostriamo con i risultati e le storie che possiamo raccontare. Le storie di integrazione che abbiamo raccontato anche a TV2000, nella puntata del 2 maggio 2019 di Bel Tempo si Spera, attraverso le parole del nostro pedagogista, Andrea Zampetti, e di Giacomo Lepri (Cooperativa Coraggio).

Campi Ri-Aperti, tra i progetti sostenuti dalla campagna di Focsiv

Come l’anno scorso, siamo stati invitati negli studi di TV2000 per promuovere la campagna di fundraising di Focsiv, Abbiamo Riso per una Cosa Seria, nata per difendere la terra e chi lavora la terra. Campagna che, nelle ultime 3 edizioni, sostiene anche il progetto che ci vede collaborare con Casa Scalabrini 634 e Ascs Onlus.

 


SE VUOI SAPERE DI PIU' SUL PROGETTO


Campi Ri-Aperti

 

Abbiamo riso per una cosa seria - Campi Ri-Aperti
Questo fine settimana, 4 e 5 maggio, con il riso di Focsiv potete sostenere anche Campi Ri-Aperti

Campi Ri-Aperti è un progetto che vuole formare e integrare giovani rifugiati e richiedenti asilo proponendogli esperienze in aziende agricole: dai tirocini a piccoli corsi per imparare a guidare un trattore o lavorare in cucina. “Abbiamo messo su un progetto che fa incontrare realtà diverse. Con linguaggi e obiettivi diversi. Ma che mettendosi insieme possono produrre qualcosa di incredibile: attraverso l’agricoltura sociale, cioè la collaborazione tra imprenditori agricoli, cooperative sociali e organizzazioni che si occupano di accoglienze di migranti e rifugiati, abbiamo costruito un progetto che accompagna le persone verso un processo di partecipazione e consapevolezza. Un percorso di cittadinanza” ha spiegato Andrea Zampetti.

 

Partire da una pratica e dalla storia inclusiva dell’agricoltura per integrare

“L’agricoltura ha sempre integrato. Non ha mai lasciato nessuno indietro”. Giacomo Lepri ha spiegato il punto di vista dell’azienda che partecipa ad un progetto per l’inclusione sociale. L’esperienza del mondo agricolo sano, quello che offre i propri terreni, i propri strumenti e la propria fiducia. Come, storicamente, ha sempre fatto. “Ci sono tante mansioni, sia pratiche che sociali, di condivisione. Ognuno può trovare il proprio posto in una filiera agricola. Stiamo utilizzando l’agricoltura, un’attività produttiva, come un’opportunità per stare insieme e condividere pratiche”.

Condividere e stare insieme. Accompagnare. Quel che serve soprattutto con chi viene accolto in un Paese nuovo.

 

“La terra non ti chiede da dove vieni. Ti chiede di essere accompagnata in un processo di crescita”

Kairos racconta Campi Ri-Aperti a Tv2000
Andrea Zampetti di Kairos racconta Campi Ri-Aperti a Tv2000, insieme a Giacomo Lepri di Co.r.ag.gio

Perché non solo un processo di inclusione (lavorativa e sociale), ma anche un processo di integrazione può partire proprio da un’azienda agricola? Perché un’agricoltura sociale per rifugiati e richiedenti asilo e non solo per persone con disabilità o altre forme di emarginazione sociale?

Perché, come ha ricordato il nostro pedagogista, “la terra non ti chiede da dove vieni. Ti chiede di essere accompagnata in un processo di crescita, come quello delle piante”. O come quello di un ragazzo, straniero ed estraneo nel nostro mondo, che cresce e diventa un cittadino libero.

“Chiunque in un’azienda agricola può trovare da subito il proprio spazio. E sentirsi produttivo, da subito. Si rende conto di poter fare qualcosa di produttivo per l’azienda e utile per la comunità in cui è arrivato”.

 

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