I vostri pensieri per Francesco

Ci ha lasciato l’amico Francesco Longo, presidente della Cooperativa Kairos.
Abbiamo voluto aprire questo spazio per permettere a tutti di lasciare un messaggio a Francesco, una parola di conforto alla sua famiglia, ai suoi cari, ai suoi colleghi, ai suoi amici di una vita.

Pubblicheremo qui i messaggi che ci lascerete tra i commenti di questa stessa pagina (in basso). Potete inviarceli anche all’indirizzo segreteria@kairoscoopsociale.it, sulla nostra pagina Facebook o in risposta alla nostra newsletter.

I messaggi per Francesco

Gli amici e colleghi di Kairos e Oasi

“Caro Francesco, la tristezza e il dolore per la tua troppo rapida partenza si stemperano con la gioia di averti conosciuto e con l’ orgoglio di aver camminato al tuo fianco. Sei stato collega abile e competente, amico generoso e appassionato, guida sicura. Grazie per il tuo contagioso sorriso e la passione per la vita che ci hai regalato. Andremo avanti con te nella mente e nel cuore.
Grazie presidente. Grazie Francesco”.

Rete Iter

Cari familiari e amici di Francesco,

Non potendo essere con voi in questo momento di dolore, ci uniamo nel bel ricordo di Francesco, che ha condiviso le attività di Rete Iter in questi anni, tramite la sua preziosa e incisiva collaborazione, sempre orientata a risolvere i problemi e a far funzionare al meglio le iniziative e i progetti dell’Associazione.

Con il suo sorriso sempre pronto ci ha aiutato tante volte a trovare soluzioni e idee per affrontare le varie vicende dell’associazione.

Lo vogliamo ricordare così, impegnato e sorridente, nelle sfide che il suo lavoro gli riservava. Con quella importante dose di ironia e autoironia che tante volte aiutava chi gli stava intorno a vivere ogni cosa con fiducia.

Ci mancherà, Francesco. Ma la memoria viva del suo stile, resteranno presenti nel nostro impegno.

Esprimo le condoglianze ai familiari e a tutti gli amici a nome del direttivo, dei collaboratori e dei Soci di Rete Iter.

Il Presidente
Paolo Paroni

Martino Rebonato

Cari amici di Oasi e Kairos,

a Francesco non piacevano le frasi retoriche. Voleva solo parole vere, magari ruvide, ma vere. Non voglio tradire questa sua (e mia) consuetudine.
Francesco e io abbiamo camminato fianco a fianco, per più di 20 anni. Abbiamo fatto molte cose, sempre insieme.
Per noi il lavoro non era solo lavoro: era “esserci”, aprire percorsi, costruire relazioni, voglia di “fare bene le cose giuste”. Era veramente “amicizia e professione”, con ruoli e stili differenti, nel rispetto e con sincera stima reciproca.
Francesco era un inquieto e appassionato amante della vita. Tra le molte cose, mi ha insegnato la bellezza della relazione empatica, gioiosa. Eravamo tutti affascinati dal suo sorriso, aperto e a volte sornione. Non era ingenuo, ma non amava la doppiezza, era un vero cercatore di autenticità e di felicità.
Uomo concreto e pragmatico, con il tempo ha intuito sempre meglio il senso del mistero: un orizzonte più grande, oltre i calcoli umani e le apparenze della realtà terrena. Ne parlavamo discretamente nelle nostre chiacchierate confidenziali.
Negli ultimi anni ha sofferto molto, sostenuto dall’amicizia e dall’aiuto di tutti voi, oltre che da una materna e consolante Presenza.
Ora dobbiamo andare avanti, e senza Francesco sarà più difficile. Ma la sua eredità non andrà perduta: chi ha ricevuto il dono di conoscerlo e lavorare con lui ne raccoglierà il testimone.

Un forte abbraccio,
Martino

Andrea De Dominicis

Caro Francesco,
quando alcuni anni fa abbiamo pubblicato quel nostro Quaderno, Amicizia e Professione, descrivevamo il nostro lavorare insieme, da professionisti, con rigore e competenza ma al tempo stesso con la leggerezza dell’amicizia.

È stato uno dei momenti più belli e profondi della nostra storia, della storia di Oasi, Kairos e del suo cammino di ricerca.

Siamo stati forse un po’ arroganti nel credere che quello “stato di grazia” sarebbe stato un privilegio permanente, una conquista che avremmo mantenuto per sempre e per diritto. Forse eravamo un po’ ciechi, per affetto e per entusiasmo.
E invece oggi siamo qui a salutarti, perché ci hai lasciato, perché i nostri piani, i nostri desideri sono stati scombinati dalla vita stessa, che così come ci ha dato quel privilegio ce lo ha tolto. E ci sentiamo più soli, più deboli e stanchi.

Ma quello che la tua morte non può toglierci è la consapevolezza di aver vissuto insieme un’esperienza unica, dove amicizia e professione si sono fuse in una sintesi davvero speciale.

Abbiamo vissuto un’idea di lavoro sociale dove impegno e giocosità possono convivere, perché lavorare con il dolore e l’emarginazione non deve essere dolore ed emarginazione.
Abbiamo sperimentato che tra pedanteria e pressapochismo esiste un modo amorevole e leggero di essere professionisti.
Abbiamo dimostrato che si possono fare bene le cose giuste e nel farle, si possono fare anche belle esperienze.

Sei una bella persona, Francesco, davvero una bella persona, ed averti incontrato in questo viaggio è stato un privilegio.

Quindi, grazie, grazie di esserci stato e per questo siamo grati anche alla vita che ci ha dato l’opportunità di fare insieme questo bellissimo pezzo di viaggio.

Andrea

Silvia De Rosa

Carissime e carissimi,

in questi giorni di tristezza e ricordi il tempo passato insieme a voi è tornato con forza nei miei pensieri e ho sentito il bisogno di esprimervi la mia vicinanza, se non del corpo, di tutto il mio cuore.

Nonostante ormai la mia vita sia altrove porto con me, dentro di me, ciò che Oasi è stata nel mio percorso, professionale, ma prima di tutto personale e umano. Tutti voi avete costituito un tassello importante della mia vita, ciascuno a suo modo, con la sua unicità, una parte di ciò che sono oggi.

Francesco è stato un punto di riferimento nell'affacciarmi in questo nuovo mondo, nel quale per la prima volta mi sono sentita realmente adulta. Il lavoro, un lavoro dove misurarmi, conoscermi, confrontarmi,condividere, imparare….imparare tantissimo.

Una persona preziosa, per la sua gentilezza, la sua attenzione, la sua spontaneità, uno speciale equilibrio tra grandezza e delicatezza.

La tristezza che vivo qui, ora, mi fa sentire profondamente vicina a voi. Vi mando il mio più grande e forte abbraccio, il mio pensiero di condoglianze sincero e intenso e vi dedico tutti i ricordi dei miei anni a Roma, con voi e con lui. Momenti belli, faticosi, divertenti, nuovi, abituali, importanti.

Grazie di essere stati importanti e grazie a Francesco di esserlo stato, davvero.

Un bacio forte

Silvia

 

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